Il 24 aprile è la Giornata mondiale per il ricordo del Genocidio Armeno.

Nel 1915 ebbe inizio lo sterminio degli armeni perpetrato dai Giovani Turchi.

Intellettuali, banchieri, grandi artisti, preti e perfino delegati al Parlamento furono prelevati di notte dalle loro case, deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo il tragitto.

Era la notte tra il 23 e il 24 aprile ed erano i primi arresti tra l’élite armena di Costantinopoli. L’operazione proseguì nei giorni seguenti. Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono di fame, malattia o sfinimento. Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall’esercito turco.

In questa tragedia trovarono la morte in totale un milione e mezzo di armeni.

La Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, ratificata dall’Italia con la Legge 11 marzo 1952, n. 153, riconosce che il genocidio ha inflitto gravi perdite all’umanità in tutte le epoche storiche. La Sottocommissione per i diritti umani delle Nazioni unite, nel 1973 riconobbe lo sterminio armeno quale primo genocidio del XX secolo.

La Repubblica di Turchia non ha mai riconosciuto il genocidio armeno. Secondo alcuni studiosi, negando che questo abbia avuto luogo, ne consegue che è ancora in atto, seppur in forme differenti dallo sterminio fisico e sistematico.

L’Italia da secoli ospita numerose comunità armene le quali, a seguito dei fatti riportati, diffondono la storia del genocidio nel nostro territorio.

E’ quindi nostro dovere il riconoscimento e la memoria delle persecuzioni e degli orrori occorsi, che deve costituire un monito perenne per la prevenzione dei genocidi in futuro.

L’Amministrazione Comunale di Cusano Milanino, offrendo la propria solidarietà al popolo armeno nella sua lotta per il riconoscimento della verità storica e per la difesa dei suoi diritti inalienabili, con deliberazione del Consiglio Comunale n. 13 del 15 marzo 2021, si è impegnata a ricordare il Genocidio armeno il 24 aprile di ogni anno.

Perché la conoscenza del passato è consapevolezza del presente e rende più solide e fondate le previsioni per il nostro futuro.

 

“È avvenuto, quindi può accadere di nuovo:
questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”
Primo Levi