Biografia di Ettore Grassi scritta dal figlio Osvaldo

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Nasce il 24 gennaio 1908.

Come per i comunisti della sua generazione le vicende della vita di Grassi Ettore si intrecciano con quelle del partito e del movimento operaio.

Entrato nel 1920 fra i giovani socialisti, nel 1921 sceglie la milizia nella FGCI.

Negli anni che vanno fino al 1927 , Grassi si impegna negli Arditi del popolo nella difesa dei circoli e delle Cooperative.

Svolge un’opera intensa di diffusione della stampa e della propaganda del partito, lavora alla costituzione ed al rafforzamento dell’organizzazione clandestina.

Dal 1927 svolge il suo lavoro clandestino nella provincia di Milano ( Niguarda, Bresso, Cusano); è per questa sua attività che Grassi nel 1928 sfuggì ad un tentativo di arresto, ma, con l’aiuto del partito, dovette, nel 1931 espatriare in Francia da dove venne inviato a Mosca alla scuola Leninista. Tra gli italiani esuli in URSS è conosciuto con il nome di “Gerolamo”.

Il 12 agosto 1936 è tra i quattro “tecnici” inviati dal P.C.I. in Spagna per far parte delle Brigate internazionali che combattevano contro Franco.

Nel settembre 1937, è commissario politico, prima del 2° Battaglione e poi, sul fronte dell’Ebro, del 3° Battaglione della Garibaldi.
Uscito dalla Spagna nel febbraio 1939 è internato a St. Cyprien, Gurs, Foix e Vernet.

Estradato pochi giorni prima dell’otto settembre per essere rinchiuso nel carcere di San Vittore di Milano riesce a fuggire.

Dopo la caduta di Mussolini , riallaccia i rapporti con i dirigenti comunisti della Resistenza e ne riceve l’incarico, che svolgerà fino al 1944, di organizzare la lotta di Liberazione a Monza, incarico che lascerà per assumere con il nome di “Novi” il comando del raggruppamento delle brigate SAP di Cremona e Mantova.Medaglia di Ettore Grassi

Per organizzare la lotta di liberazione a Monza, stabilisce la sua sede in casa di parenti a Niguarda.

Così Giuliano Brambilla ricorda la parentesi niguardese di Grassi:
“Abitavo in via Hermada 8, uscio a uscio con la famiglia di Mario Brambilla, martire antifascista (…). Una sera tornando a casa la mamma mi accompagna in stanza e mi presenta Ettore Grassi (…). Conoscevo quest’uomo solo per sentito dire (…). Mia madre mi parlava sempre del coraggio di questo mio cugino. (…) Con l’arrivo di Ettore si rivoluzionò tutto il mio modo di vivere, non solo materialmente (dormivo sul divano in cucina ), ma nel modo di pensare. Ero affascinato dalla sua personalità, pur se per molti giorni non parlò di politica. Dopo alcune settimane i miei genitori erano sempre più preoccupati perché malgrado la presenza di 2 sentinelle tedesche nel cortile di casa che presidiavano il forno requisito dell’Ancora, proprio in quel periodo aumentarono le riunioni di Ettore con esponenti politici.(…) Ricordo conversazioni in francese ed in russo con persone che non conoscevo. (…) Nel mese di novembre Ettore ci lasciò. Lo venne a prendere la staffetta “Lina” cioè Felicita Seregni di Cusano che a fine guerra sposò.”

Dopo la Liberazione Ettore Grassi diresse la ricostruzione dell’organizzazione della Federazione del P.C.I. di Crema, e ricoprì cariche direttive nell’A.N.P.I.(*).; A.N.P.P.I.A.(**); AICVAS(***) provinciali di Milano.

Morì nel luglio del 1970 all’età di 62 anni.

(*) Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

(**) Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani

(***) Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna

Bibliografia:

 l’Unità (luglio 1970)

 La Spagna nel nostro cuore 1936 – 1939 (edito a cura dell’AICVAS)
Antifascismo e Resistenza

 (Niguarda e dintorni 1921-1945 ) a cura di A. Masi-L.Allori