Felicita_piccolo.jpgGrazie al materiale conservato con cura dal figlio Osvaldo e alle lunghe interviste autobiografiche presenti nel libro di “Resistenza e Fascismo a Cusano Milanino” è possibile dare testimonianza di questa importante protagonista della resistenza al fascismo e della lotta partigiana.

Nata a Cusano Milanino il 3.7.1913 apparteneva ad una famiglia operaia. Il padre, Luigi, era capomastro e morì a Tricase nel marzo del 1917 mentre presta servizio nel Genio Civile. La madre Villa Maria (detta la Seregnina) crebbe i tre figli Ambrogina, Osvaldo e Felicita con il suo stipendio di operaia in filanda e con la misera pensione del vecchio “ziu Mili”, zio del marito e socialista.

Con lo zio Felicita andava al circolo “Il Risveglio”, dove si parlava di politica e dove rimase affascinata da un dipinto sulla parete: sotto l’immagine di un Cristo a braccia aperte vi era la scritta “La natura ha stabilito la comunanza dei beni, l’usurpazione ha prodotto la proprietà privata”.

Questa frase ed il suo significato le rimasero impresse per tutta la vita, influenzando le sue scelte di impegno politico e sociale.

A dodici anni Felicita cominciò a lavorare in fabbrica, sui telai.
_ La sua attività clandestina iniziò nel 1928 quando, insieme ai suoi fratelli, a Marcellina Oriani ed alle sorelle Giussani (Jones e Amelia), formò a Cusano la prima cellula del Partito Comunista Italiano, su proposta del cugino Aldo Villa di Bresso.

Felicita aveva in particolare il compito di ritirare il materiale e distribuirlo clandestinamente nelle fabbriche della zona.

In casa Seregni trovarono anche rifugio, in attesa di poter espatriare, esponenti politici braccati dall’OVRA, la polizia fascista. Il fratello di Felicita, Osvaldo, venne arrestato nell’aprile 1931 e condannato dal Tribunale speciale ad 1 anno e 6 mesi di carcere.

Da quel momento, essendo tutta la famiglia Seregni troppo esposta, fu maggiormente Marcellina Oriani ad operare fino a quando venne arrestata anche lei, nel 1934.

Osvaldo mori poi sul fronte greco-albanese nel 1940.
Felicita e la sua famiglia continuarono l’attività clandestina. In cambio dei vestiti del fratello morto, recuperò le armi dei soldati che fuggivano sbandati dopo il 25 luglio 1943 e, tramite Sereno Tagliabue, furono fatte recapitare ai partigiani in montagna.

I compiti le venivano assegnati da Ettore Grassi di Niguarda, che poi diverrà suo marito.

Divenne una staffetta portaordini del Triumvirato della Lombardia.

Partecipò alle attività del Soccorso Rosso e fu nominata capo della cellula del PCI di Cusano da Giovanni Brambilla, futuro senatore della Repubblica.

Nel maggio del 1944 fu arrestata al suo domicilio di Cusano. Solo una serie di fortuite circostanze le permise di sfuggire, in maniera rocambolesca, calandosi da una finestra con l’aiuto di una vicina e della madre, che verrà arrestata al posto suo e rilasciata dopo pochi giorni.

Iniziò così per Felicita la clandestinità, durante la quale assunse false identità (Ada Rossi) e diversi nomi di battaglia “la Lina” “la biondina”.
E’ riconosciuta e documentata la sua attività nel Comitato di Liberazione Nazionale di Milano, dove era segretaria di Chiarini Gaetano (Lemmi) e dove, nei giorni dell’insurrezione, svolse l’importantissimo ruolo di staffetta portando ordini e armi.

Dopo la Liberazione, nel luglio 1945, Felicita raggiunge Ettore Grassi a Crema dove egli su incarico del P.C.I. stava riorganizzando la locale federazione politica.

Si stabilì con la famiglia a Milano dove sviluppò il suo impegno politico e sociale con la presenza costante nelle lotte: delegata sindacale nella lega tessili, membro dell’U.D.I. (Unione Donne Italiane), promotrice del sindacato inquilini APICEP.

Nel 1980, rimasta vedova, tornò a Cusano Milanino dove ricominciò subito l’attività di partigiana: presidente dell’A.N.P.I. locale, si prodigò perché la storia della Resistenza venisse portata con testimonianza diretta nelle scuole.

Morì il 22.4.2002, all’età di 88 anni.

Felicita rimane nella memoria di molti, con la sua famiglia, come testimonianza del grande contributo personale e collettivo che Cusano ha dato alla Resistenza.

Invitiamo a consultare la biografia e bibliografia per recuperare nella memoria storica di Cusano e dei molti che l’hanno incontrata ed ascoltata, gli ideali di pace, libertà, giustizia sociale che sono stati alla base della lotta di liberazione, della costituzione italiana e della vita di Felicita.

Fotografie di Felicita Seregni

Riconoscimenti dell’attività partigiana di Felicita Seregni